Pesi del capitale e covarianza
Il peso del capitale è semplicemente il valore della posizione diviso per il valore del portafoglio. La volatilità misura la variabilità dei rendimenti su un campione e una frequenza specificati. La volatilità del portafoglio dipende sia dalla volatilità individuale che dalla correlazione, una misura del comovimento dei rendimenti. Sommare i numeri di volatilità separati degli asset è generalmente errato.
Per due attività non correlate, il contributo di ciascuna alla varianza del portafoglio è il peso al quadrato moltiplicato per la propria varianza. In questo caso, pesi inversamente proporzionali alla volatilità rendono uguali i contributi. Con più attività correlate conta invece la matrice completa delle covarianze: la semplice ponderazione inversa alla volatilità non garantisce contributi uguali al rischio.
Esempio numerico: il 90% della varianza
Supponiamo che due asset ipotetici abbiano volatilità annualizzata del 10% e 30%, misurate in modo coerente, e correlazione pari a zero. Con pesi del capitale 50/50, i termini di varianza sono (0,5 × 0,10)² = 0,0025 e (0,5 × 0,30)² = 0,0225. La seconda risorsa contribuisce per il 90% alla varianza totale. La volatilità del portafoglio è pari a circa il 15,81%.
Con pesi di capitale 75/25, entrambe le volatilità ponderate sono 7,5%, quindi ciascun contributo di varianza è 0,005625. La volatilità totale del portafoglio diventa circa il 10,61%. Questo è un calcolo basato su presupposti dichiarati, non la prova che 75/25 sia un investimento ottimale o che otterrà un rendimento particolare.
Dove la volatilità non coglie il rischio
Volatilità e correlazione storiche sono stime e possono cambiare insieme durante una crisi, proprio quando la diversificazione sarebbe più necessaria. Contributi uguali alla varianza dicono poco su liquidità, eventi creditizi, cali dai massimi o costo della leva. Una storia di prezzi tranquilla non garantisce una bassa probabilità di perdite gravi.
Confronta le oscillazioni prima di stimare i pesi
Confronta ampiezza e date delle oscillazioni sulle candele giornaliere, settimanali o mensili disponibili e concluse, usando lo stesso intervallo per entrambe le attività. Registra soprattutto i ribassi simultanei. Student Wyckoff Pro supporta l'esame dei grafici; stime di covarianza e calcoli di allocazione richiedono dati separati e preparati con criteri coerenti.
Fonti primarie
Le fonti spiegano meccanismi e limiti; i numeri degli esempi sono inventati dalla redazione, non sono quotazioni.
Il prossimo passo pratico
Esamina le candele giornaliere, settimanali e mensili concluse disponibili nell’area di analisi.
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