La correlazione descrive un campione, non una promessa
La correlazione va da −1 a +1. Specifica il periodo osservato e la frequenza dei rendimenti, per esempio giornaliera o mensile. Un valore positivo indica la tendenza a muoversi insieme; uno vicino a zero, poco legame lineare nel campione. Zero non dimostra indipendenza né esclude perdite estreme simultanee.
Per due asset, la varianza del portafoglio è w₁²σ₁² + w₂²σ₂² + 2w₁w₂σ₁σ₂ρ. I w sono i pesi, σ le volatilità e ρ la correlazione. La varianza è il quadrato della volatilità. L’ultimo termine rappresenta il movimento comune: contare i titoli o sommare le volatilità individuali non misura la diversificazione.
Esempio elaborato: il 14,14% diventa 19,49%
Supponiamo che due asset immaginari abbiano ciascuno una volatilità annualizzata del 20%, pesi pari al 50% e correlazione pari a zero. La varianza del portafoglio è 0,5² × 0,20² + 0,5² × 0,20² = 0,0200. La volatilità del portafoglio è la radice quadrata, circa il 14,14%.
Ora mantieni invariati i pesi e le volatilità individuali, ma imposta la correlazione su 0,9. L'interazione aggiunge 0,0180, quindi la varianza diventa 0,0380 e la volatilità è pari a circa il 19,49%. Il conto detiene le stesse due attività, ma il vantaggio stimato in termini di diversificazione è molto inferiore. Questi sono scenari modello, non previsioni di volatilità futura.
I driver condivisi possono emergere in una crisi
Le correlazioni possono cambiare durante shock inflazionistici o stress del mercato. Una media storica lunga può nascondere recenti cali congiunti e un campione breve può essere instabile. Diversi fondi possono possedere le stesse società sottostanti. Inoltre, la diversificazione non può garantire che un portafoglio eviti una perdita o soddisfi una particolare esigenza di spesa.
Cerca diminuzioni simultanee
Confronta le candele giornaliere, settimanali o mensili concluse disponibili nelle stesse date e cerca cali simultanei. Verifica separatamente partecipazioni dei fondi e fattori economici. Student Wyckoff Pro consente questo esame dei prezzi; calcoli di covarianza e controllo delle partecipazioni richiedono dati propri e coerenti.
Fonti primarie
Le fonti spiegano meccanismi e limiti; i numeri degli esempi sono inventati dalla redazione, non sono quotazioni.
Il prossimo passo pratico
Esamina le candele giornaliere, settimanali e mensili concluse disponibili nell’area di analisi.
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